Lavitola: «Ranucci? Dalla grande amicizia con lui, cercavo un mio riscatto sociale»

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Durante il Riesame, Lavitola ha dichiarato che il forte legame di amicizia con Ranucci rappresentava per lui una possibilità di riscatto sociale. Il faccendiere ha confermato il proprio ruolo di mandante dell'attentato, respingendo tuttavia qualsiasi movente politico. Parallelamente, i suoi difensori hanno richiesto l'estensione dei domiciliari in Basilicata, contestando formalmente i rischi di fuga, l'eventuale inquinamento delle prove e il pericolo di reiterazione del reato, sollecitando così la scarcerazione dell'imputato.
07/09 14:37 ilmessaggero.it
5 Fonti
07/09 15:01 ansa.it
07/09 15:06 repubblica.it
07/09 15:16 ansa.it
07/09 15:16 ansa.it
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