La strage di Amendolara conferma le dinamiche emerse dalle inchieste delle procure di Castrovillari, Matera e Potenza, rivelando l'esistenza di un sistema di caporalato gestito da comunità pachistane e indiane in collaborazione con la ndrangheta. Questo network criminale opera tra la Sibaritide, il Metapontino e la Puglia, imponendo un controllo violento sui lavoratori agricoli dove ogni tentativo di ribellione viene punito con la morte.
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