Kallas ha definito le elezioni russe una farsa, accusando il Cremlino di aver soffocato sistematicamente ogni forma di dissenso. La politica estone ha inoltre richiesto l'imposizione di sanzioni mirate contro i soggetti che hanno facilitato l'organizzazione e lo svolgimento di tali operazioni elettorali all'interno dei territori ucraini occupati. La posizione di Kallas sottolinea l'illegalità del processo democratico russo e la necessità di punire chi ha supportato tali attività nelle zone sotto controllo nemico.
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