La Procura regionale della Corte dei conti ha contestato un danno erariale di circa 600 mila euro nella gestione dei depuratori in Calabria. L'indagine della Guardia di Finanza ha coinvolto nove soggetti, tra cui tre funzionari dei Comuni di Montepaone e San Pietro Apostolo. Un gruppo imprenditoriale avrebbe ottenuto appalti con ribassi superiori al 50%, tagliando i costi tramite lo smaltimento irregolare dei fanghi e causando frequenti sversamenti di liquami, eludendo le norme ambientali vigenti.
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